I Macks sono una rock band statunitense che unisce furia garage, immaginazione psichedelica e una devozione ostinata per il proprio percorso artistico. Dopo anni di gavetta, sono arrivati a una fase in cui ogni disco assomiglia più a un universo coerente che a una semplice raccolta di brani.
La loro storia recente ruota intorno a “Bonanza”, un album in cui i Macks sembrano inciampare nella propria fortuna, pur sapendo che non c’è nessuna pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno. È un lavoro nato dalla fatica e dall’ostinazione, concentrato e dispersivo allo stesso tempo, elettrico e sorprendentemente tenero, che mostra quanto la band sappia tenere insieme urgenza espressiva e cura del dettaglio. Ne nasce un rock eterogeneo ma riconoscibile, con scrittura schietta e produzione audace che spalancano un mondo pronto ad accogliere l’ascoltatore, senza la promessa di ricompense facili.
Descrivere il suono dei Macks come “un’ondata di pesantezza attraversata da blues e thrash” non basta: la loro è musica che sposta, che accompagna in territori imprevisti mantenendo sempre un cuore rock and roll. La band è formata dai fratelli Josef e Ben Windheim insieme a Sam Fulwiler, Jacob Michael Perris e Aidan Harrison, un nucleo affiatato che lavora spesso in autonomia tra casa-studio, tour e festival. Nel 2022 pubblicano il progetto da lockdown “Rabbit”, in cui una visione cruda e progressiva del rock li proietta verso festival e date dall’Idaho a Città del Messico, consolidando la reputazione di “maestri del caos controllato” senza mai rallentare.
Auto-prodotto nella loro casa di Portland, Dajiban raccoglie e rilancia le intuizioni di “Rabbit”, portando gli ascoltatori dentro un territorio vasto, orecchiabile, ruvido e inconfondibilmente “Macks”. È rock‘n’roll elementare che vive in una zona di confine tra istinto e perfezionismo, tra slanci spontanei e un lavoro minuzioso sugli arrangiamenti. Nel 2024 la band affila ulteriormente il proprio linguaggio con “The Macks Are A Knife”, pubblicato con Devil Duck Records: un disco in bilico sul bordo di un dirupo ritmico e melodico, pronto a rischiare il salto mortale per poi atterrare in piedi, sicuro di sé ma privo di pose.
Le radici del gruppo affondano negli LP Camp Poppa (2017) e Yup (2019), che fotografavano l’energia cruda dei live e la dimensione garage delle origini.
Oggi i Macks cercano consapevolmente palchi sempre più grandi senza rinunciare all’impatto viscerale delle origini. Le esibizioni a festival come Pickathon a Portland, lo Spanish Ballroom di Tacoma, il MonkeyBee Festival a Città del Messico, il Treefort Fest a Boise e il Dog Days Fest a Savannah mostrano una band concentrata sul “qui e ora”, capace di trasformare ogni concerto in un’estensione diretta del proprio mondo sonoro.
Makka Pinkelton, progetto solista di Alessio Maccarini, si arricchisce dei Great Sumo Slam per portare dal vivo il suo album. Le sonorità delicate e lo-fi del primo lavoro, scritto e prodotto da solista, vengono proposte dal vivo con un’energia garage rock ed elementi di psichedelia.
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